Per settimane, il rilascio di Titan Edition ha portato con sé una domanda ricorrente, rimasta in sospeso tra i messaggi della community e i feedback degli utenti. Una domanda che aveva le sembianze di una mela e il cuore di un pinguino.
Molti di voi mi hanno scritto con lo stesso entusiasmo, ma con un limite tecnico invalicabile: "L'automazione Telegram senza API e senza abbonamenti è la svolta che aspettavo. Ma io non uso Windows. Quando arriva la versione per Mac?"
La risposta breve è: Oggi.
La risposta lunga, invece, merita di essere raccontata. Portare un software gestionale complesso al di fuori del recinto rassicurante di Windows è stato tutto tranne che banale, e ha richiesto una riscrittura profonda di ciò che non si vede, ma che permette a Titan di essere ciò che è.
Il mito del "Basta compilare per Mac"
Nell'industria del software, quando si sviluppa con Electron e Node.js, circola una falsa credenza: l'idea che basti premere un tasto, cambiare un parametro di configurazione e il codice giri magicamente ovunque.
Non è così. O meglio, non lo è se il tuo software non è un semplice editor di testo.
Titan Edition nasconde sotto il cofano un motore asincrono che dialoga costantemente con un database SQLite nativo (better-sqlite3) per gestire cronologia e filtri anti-spam. Quando entrano in gioco moduli nativi in C++ che devono interfacciarsi con il file system e con sistemi di crittografia hardware-bound (come il nostro modulo OmniSync), i nodi vengono al pettine.
Ogni sistema operativo gestisce memoria, permessi e sicurezza in modo differente:
Windows ha i suoi percorsi e le sue logiche di protezione.
macOS impone policy di sicurezza rigidissime che spesso entrano in conflitto con i moduli nativi.
Linux richiede di gestire una foresta di dipendenze che variano drasticamente tra distribuzioni come Ubuntu o Fedora.
Abbiamo piegato il silicio
Dopo notti trascorse tra test, fallimenti di build, conflitti di architettura e il debug serrato dei compilatori di Xcode, l'obiettivo è stato raggiunto. Da questo momento, Runtime TelegramBot Titan Edition è ufficialmente multipiattaforma.
🍎 Per gli utenti Mac: Abbiamo compilato una build dedicata esclusivamente all'architettura Apple Silicon (M1, M2, M3, M4). Non c'è codice emulato tramite Rosetta che spreca risorse e batteria: Titan gira nativamente sui vostri processori ARM. La fluidità dell'interfaccia e la velocità di fetching dei feed RSS sono ora di un livello superiore. Lo scaricate in formato .dmg, lo trascinate in Applicazioni e siete operativi.
🐧 Per gli utenti Linux: Abbiamo scelto la via della pulizia universale pacchettizzando Titan in formato .AppImage. Nessuna dipendenza complessa o repository esterno. Basta renderlo eseguibile e fare doppio clic. (E per chi preferisce la tradizione Debian/Ubuntu, è disponibile anche il classico file .deb).
Una questione di indipendenza (e di supporto)
Non vi nascondo che l'idea di lasciare Titan come esclusiva Windows è stata forte: sarebbe stato infinitamente più facile. Ma la filosofia di questo software, fin dal primo giorno, è l'indipendenza.
L'indipendenza dai limiti di Zapier, dai costi dei servizi Cloud e dalle API di terze parti. E non c'è vera indipendenza se si è costretti a usare un sistema operativo specifico. Che usiate un Mac per il montaggio video o un server Linux per le vostre dirette, la vostra regia deve essere lì con voi.
Nota importante: Potete trovare tutte le versioni su Ecosystem.Runtime. Ricordate che acquistare questo software non significa solo ottenere uno strumento professionale: è un modo per supportare l'intero ecosistema di sviluppo e, soprattutto, per sostenere attivamente il progetto di Runtime Radio.
Il prezzo non cambia. Sulla pagina Gumroad di Titan Edition, i 9.99€ richiesti per il possesso a vita includono ora i pacchetti per Windows, macOS e Linux. Scegliete voi la macchina, il software farà il resto.
Il dazio da pagare ad Apple (Gatekeeper)
Essendo Titan un software orgoglioso della sua natura indie, venduto direttamente senza passare per il Mac App Store, al primo avvio macOS segnalerà che il file proviene da uno sviluppatore non identificato.
È il sistema Gatekeeper di Apple. Non è un errore: basta andare in Impostazioni di Sistema -> Privacy e Sicurezza e cliccare su "Apri Comunque" (oppure fare clic destro sull'icona e selezionare "Apri"). È un'operazione da fare una volta sola per rendere il software vostro per sempre.
Trovate le nuove build e i manuali d'uso aggiornati (in 8 lingue) sulla pagina ufficiale.
E adesso scusatemi, ma è ora di chiudere il terminale del Mac. Almeno per stasera.
Simone
