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SIMONE PIZZI
Progetti ↗
Festival della Canzone Artificiale

La quarta volta che facciamo cantare le macchine

Aperte ufficialmente le iscrizioni alla quarta edizione del Festival della Canzone Artificiale.

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Copertina: La quarta volta che facciamo cantare le macchine

Ci sono momenti in cui un’idea nata quasi per testare i limiti di una tecnologia si trasforma in un rito. Quando nell’inverno del 2024 abbiamo tirato in piedi la prima edizione del Festival della Canzone Artificiale, intorno c’erano soprattutto due reazioni: l’ironia superficiale di chi pensava a una goliardata da smanettoni e il terrore apocalittico di chi vedeva negli algoritmi la morte imminente di qualunque spartito.

Noi avevamo in testa una domanda diversa, molto più pratica e per questo più onesta: che cosa succede se a una macchina chiediamo di cantare una storia scritta da noi, e poi la mettiamo davanti a un pubblico vero?

Due anni dopo, e con tre edizioni alle spalle se contiamo lo spin-off estivo del FestivAiBar, siamo arrivati alla quarta. Da poche ore il modulo su festivaldellacanzoneartificiale.it è aperto, e ci resterà fino alla notte del 25 ottobre.

Oltre la canzonetta generata a caso

In questi due anni gli strumenti sono cambiati parecchio. Nel 2024 serviva una buona dose di caparbietà per farsi sputare fuori una strofa che avesse un senso metrico e una linea melodica accettabile; oggi chiunque con un abbonamento e due parole digitate a caso può farsi generare una traccia pop laccata in quaranta secondi netti.

Proprio per questo, oggi il festival ha ancora più senso di quando è nato.

Se c’è una cosa che abbiamo imparato ascoltando le centinaia di provini arrivati nelle scorse edizioni, è che la macchina da sola non ha gusto, non ha memoria e soprattutto non ha urgenza. Tende a sedersi sulla media statistica, a produrre quel tipo di musica plastificata e innocua che dimentichi tre secondi dopo aver fermato la riproduzione.

Il nostro festival non cerca questo. Non ci interessa premiare chi ha avuto la fortuna statistica di azzeccare un seme generativo al primo colpo. Quello che cerchiamo — ed è il motivo per cui chiediamo a tutti di compilare il Manifesto dell’Opera insieme alla traccia audio — è il lavoro di attrito. Vogliamo sentire il testo pensato da un essere umano, limato sulle rime o sbilanciato sui concetti; vogliamo vedere come l’autore ha costretto il generatore a piegarsi a un arrangiamento sghembo, o come ha tagliato, incollato, corretto e mixato il materiale grezzo per tirarne fuori un’opera che abbia un’anima propria.

Il patto tra noi resta lo stesso delle origini: il testo è vostro, l’intenzione è vostra. La macchina è solo una voce e un’orchestra sintetica a cui avete dato istruzioni precise.

La baracca è pronta

Qualche settimana fa raccontavo in un devlog di come ho rifatto l’intera infrastruttura del sito del Festival. Ho eliminato React, ho asciugato il codice e ho rimesso il motore su fondamenta solide, perché so cosa succede durante le serate di semifinale: la gente ascolta la radio, apre la pagina sul telefono per votare e se il server tentenna anche solo un secondo hai falsato la gara.

Ora l’infrastruttura è lì, pulita, leggera e collaudata. Manca soltanto la materia prima: le vostre canzoni.

Le regole sono poche e chiare:

  1. Brano inedito in italiano (o in dialetto, purché autentico).
  2. Massimo 4 minuti e mezzo.
  3. Un solo brano a testa (niente furbizie con identità multiple: controlliamo i log).
  4. Nessun costo, nessuna trappola commerciale.

C’è tempo fino a domenica 25 ottobre alle 23:59. Poi ci chiuderemo in sala macchine con la commissione d’ascolto per selezionare i venti pezzi che andranno alle due semifinali del 9 e del 16 novembre, fino alla finale del 23.

Se avete una storia che merita di essere cantata, mettetevi al lavoro sui prompt, scrivete le vostre strofe e andate a caricarla sul sito. Sentiamo cosa ne hanno capito le macchine, stavolta.

Ogni tanto scrivo una lettera

Nessuna cadenza fissa, nessun riassunto automatico: parte solo quando ho qualcosa da raccontare. In fondo a ognuna c'è il link per uscire.

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